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Gubbio sessione 2
 
Mentre Carlos e Mandragora parlano nella cella di Hobbes, un amico di Mandragora lo avvisa dell'assalto di una locanda, così i due vanno a indagare e trovano due corpi dilaniati da artigli. Dopo essere stati assaliti da un Baali che cercava Mandragora, vengono raggiunti da Guglielmo che è arrivato in città e che ha già parlato col vescovo. Qui i tre si conoscono. Mentre dentro al convento il vescovo sembra complottare con una strana figura, fuori dalle mura un pazzo farnetica riguardo al ritorno di chi sa chi. I tre accorrono per vedere che accade, ma oltre alla compagnia di questo pazzo trovano due setiti che intimano di uccidere l'uomo. Ad un tratto compare una figura ammantata di nero con rune bluastre armata di due spade percorse da fulmini. Mentre tutti tranne Gugliemo scappano, l’uomo disintegra un setita con un solo colpo di spada.
L'altro gruppo fuori dalla foresta incontra Pazienza che porta un cavallo per Caio. Il dialogo seguente è interrotto dall’arrivo di villici che accusano il gruppo di furto. Segue un combattimento nel quale Caio non partecipa perchè sogna di parlare con una donna. Grazie a una magia i 4 si siedono di fronte a un fuoco e parlano. Pazienza rivela: di chiamarsi realmente Tiurpak e di essere un mago, che Caio è un Tremere e una leggenda su un antico popolo scomparso dotato di magici poteri, che aveva come scopo lo sterminio dei cainiti. Al termine del racconto, Caio si ricopre di fiamme e il cielo sopra di lui si oscura, quando tutto si placa, appare mutato e con nove rune incise nella carne.
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